arriva su Netflix Buen camino: e si ride, parecchio!

Arriva su Netflix Buen camino, l’ultimo film di Checco Zalone , una commedia divertente che, dopo averla vista al cinema, mi riguarderò anche in tv perché Zalone secondo me è comunque un genio.

Ma prima di tutto, prima di raccontare quello che mi ha divertito e quello che no, ammetto che, al cinema, ho riso. Zalone ha preso tutti i vezzi e i vizi di un super ricco e li ha annegati nel politicamente scorretto. Il risultato, comunque, è divertente. E, alla fine, come con un Alberto Sordi 3.0, questo film parla di noi, dell’Italia anche se, e con panorami spettacolari, è ambientato in Spagna, fra paesaggi meravigliosi e suggestioni artistiche. Lui, il protagonista, per cui non si è nemmeno scomodato a cercare un nome, è ricco, ricchissimo. Sei Ferrari, uno stuolo di camerieri filippini che ballano al suo comando (e qui si è ispirato a Vacchi); villa spaziale in Sardegna con tanto di gigantesca piramide (che fa il verso alla villa Certosa di Berlusconi con il suo vulcano); zero cultura ma cento carte di credito prestigiose esibite in ogni occasione.

Checco nel film ha una sola figlia, Cristal (“si proprio come lo champagne”, afferma orgoglioso) che vive con la madre ex modella (una strepitosa Martina Colombari in versione cinquantenne sciupata) da cui si è separato per essere fedele al  suo credo: la sua dolce metà deve tassativamente avere non più della metà dei suoi anni, ovvero 25. Il nuovo compagno dell’ex moglie, all’opposto, è un ritratto perfido dell’intellettuale impegnato, che fraseggia con paroloni di due righe almeno e assomiglia in maniera impressionante a Gad Lerner. Ma Cristal, minorenne irrequieta, improvvisamente scompare, causando scompiglio in famiglia proprio alla vigilia della “discreta” festa per il cinquantesimo compleanno di Checco (800 invitati e la piramide di cui sopra).

Parte la denuncia, iniziano le ricerche, ma è proprio il padre che scopre che la ragazza, in un momento di riflessione su di sé e sulla sua vita, ha iniziato a percorrere il Camino di Santiago. Ed è infatti lei la voce narrante del film: anche se quando finalmente la vediamo, alla faccia della riflessione e della fuga da tutto, sta riprendendo con il cellulare ogni singolo minuto del suo percorso.

Dove, ovviamente, la raggiunge un irritato Checco, convinto di riuscire a riportarla immediatamente a casa. La accompagnerà, invece, riallacciando un legame con la figlia e trovando persino l’amore, ma…non posso svelare di più. Straordinaria guida in questo percorso di riavvicinamento alla figlia è Alma, la attrice spagnola Beatriz Ajona, protagonista di uno dei colpi di scena finali, anche se decisamente “telefonato” con tanti piccoli indizi. Splendida la decisione di girare davvero lungo il percorso del camino: gli scenari spettacolari fanno da contraltare alla piccolezza del pensiero di Checco ma, nello stesso tempo, aprono a mano a mano la sua mente e la sua visione del mondo. Ne riemerge redento, non si sa per quanto: e il post finale con la ballata della prostata ci riporta all’inizio del film, cambiando in un secondo la temperatura emotiva della chiusura. Che dire? Zalone è un genio assoluto, il film fa ridere, fitto di battute scontate e di un intero campionario del politicamente scorretto. Che ogni tanto, lasciatemi dire, ci vuole. Altri film consigliati:

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a cura di ELENA MORA